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S.Bernardino
in Gloria -olio su tela -
Oimensioni: dipinto cm 250 x 160 (senza cornice) STATO
DI CONSERVAZIONE
CENNI
STORICI SULLA CONFRATERNITA DI S. BERNARDINO
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| Su
quest'ultimo lato vi è una nicchia ove è custodito il gruppo
processionale con "Gesù incoronato di spine" (1734), oggetto di
culto per tutti i vercellesi.
Quando nel 1741 la Confraternita affidò al capomastro iuseppe Bianchi l'incarico di ricostruirne la parte anteriore ed il presbiterio fu prevista anche la messa in opera di due tribune poste ai lati dell'altare maggiore per ospitare un organo e il coro. Le due orchestre laterali furono materialmente commissionate allo scultore Giovanni MaTtino Sezzano che realizzò balconate di linea mossa, formate da tre pannelli separati da lesene con motivi floreali e al centro nubi e teste di cherubini. Nel pannello centrale è scolpito il monogramma di S. Bernardino. Il coro fu costruito invece nel 1756 in sostituzione di quello cinquecentesco e fu dotato da una serie di 46 cattedre con relativi inginocchiatoi in legno di noce finemente scolpiti da artigiani vercellesi e destinati alle adunanze dei Confratelli che si riunivano, di solito al mattino, per le preghiere e 'ascolto del Divino Ufficio.In occasione di questo ampliamento della chiesa, a decorazione della parte absidale , fu commissionato un grande quadro ovale raffigurante "San Bernardino sorretto da due angeli nell' atto di ascendere in cielo" , affiancato da due angeli in legno scolpito. |
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L 'impatto
visivo, date le dimensioni dell' opera, è particolarmente coreografico
e ciò doveva richiamare l' attenzione dei fedeli verso il Santo
titolare della chiesa. Purtroppo i documenti non ci tramandano il nome
dell' autore cui venne commissionata l' opera ma, data la buona fattura,
si può presumere appartenga ad un pittore di un certo rilievo. Un
attento restauro ci potrà restituire il nome di questo artista.
L'
Altare maggiore ha la particolarità di avere una doppia mensa, una
rivolta verso i fedeli, l'altra rivolta verso il coro. Venne ultimato ne11792,
seguendo il disegno fornito da Francesco Maria Giudice.
Con
l'occupazione napoleonica del Piemonte, le sorti della Confraternita mutarono:
l'amministrazione francese nel 1801 requisì la Chiesa, e l'anno
.seguente, con la soppressione degli ordini religiosi, confiscò
tutte le sue proprietà.
La
stessa sorte subì la vicina Confraternita di San Nicola da Tolentino
che,qualche anno dopo, per le pessime condizioni di stabilità della
sua chiesa,venne unita a quelIa di San Bernardino con un decreto vescovile
del 1805.
Questo
provvedimento comportò l' accrescimento del patrimonio del nuovo
Ente, che assunse il titolo di Confraternita delIa Misericordia .
Dall'unione,
la Misericordia prese nuovo slancio e pur continuando, come nel passato,
nelIe sue pratiche religiose, nelI'assegnazione di "doti" a fanciuIle povere,
nel portare aiuto agli indigenti e ammalati, intensificò la sua
opera di assistenza ai carcerati. Nel 1809, assunse l'appalto per la fornitura
della minestra giornaliera ai carcerati, dei capi di vestiario e l'assistenza
ai detenuti malati creando l'Opera Pia Carceri. Tra gli altri compiti vi
fu quelIo di fornire gli ultimi conforti ai condannati a morte, assistendoli,
preparandoli al passo """,., estremo ed accompagnandoli al patibolo.
La
prima importante delibera presa dall' Amministrazione delIe due .Confraternite
riunite fu quella di dotare la chiesa di un nuovo organo. Per ospitare
lo strumento fu necessario aIlestire una cantoria di grandi dimensioni.
Nel
1806 vennero "smontate" le due tribune del Sezzano del 1742 e utilizzate
per formare i due corpi laterali della tribuna maggiore. AI centro fu inserito
uno splendido pannelIo ligneo scolpito raffigurante "La strage degli innocenti"
proveniente dalla Confraternita di S. Nicola.
Venne,
poi, deliberato l'acquisto delIo strumento che fu sostituito, già
ne11829,con un altro, commissionato alla ditta Amati di Pavia. Le difficoltà
di trasporto e la sua sistemazione ritardarono il colIaudo dello strumento
che avvenne il 2 aprile 1832.
A
distanza di sessant' anni , nel 1892, la chiesa fu dotata di un altro strumento
la cui esecuzione fu affidata a Pietro Bernasconi di Varese che ne curò
il completo
rifacimento,
utilizzando parte delIe canne in legno ed in metalIo delI' organo Amati.
I
motivi per compiere un tale sforzo finanziario vanno ricercati nelIa ristretta
estensione della pedaliera dell' organo Amati e dalla mancanza di un secondo
manuale adatto ai recitativi delIe nuove composizioni musicali.
Il
nuovo organo è frutto delle rinnovate idee in ambito liturgico.
Già dal 1884 con papa Leone XIII e poi nel 1894 con Pio X furono
resi normativi i mutamenti che riguardavano in primis il repertorio: non
si dovevano più eseguire brani trascritti da opere o composti sulIo
stile, bensì musica che invitasse alla meditazione e al raccoglimento;
di conseguenza gli organi dovevano essere costruiti a vantaggio di queste
novità.
Nel
nuovo organo di S. Bernardino, i Bernasconi si conformarono a queste idee
di fondo e lo strumento venne, così ad assumere il suo aspetto definitivo.
Sino alla vigilia del secondo conflitto mondiale esso fu continuamente
revisionato .dopodiche non si hanno più dati relativi a lavori di
manutenzione.
Nel
1908 le condizioni di degrado in cui versava l'edificio erano tali da comportare
un possibile interdetto alle celebrazioni liturgiche posto dall'autorità
ecclesiastica. La Confraternita affidò la decorazione pittorica
della
" chiesa al pittore Francesco Bosso che elaborò un progetto in "
stile XVII" .
Fu
creata una commissione di esperti allo scopo di vagliarlo e i lavori furono
portati a termine l' anno successivo. Il Bosso eseguì l'intera decorazione
della volta, delle pareti e delle vele del coro con motivi a tromp l' oeil
in finte architetture di gusto settecentesco dalle quali si intravede uno
sfondato di cielo azzurro con angeli in volo ed elementi floreali.
Fu
questo l'ultimo intervento conservativo dell'edificio sacro.
L
'abolizione della pena di morte e la cessazione dell'assistenza ai carcerati,
voluta da un Regio Decreto de11902, ridusse l'attività della Compagnia.
La chiesa di San Bernardino perse di importanza e iniziò un lungo
periodo di decadenza.