PROGRAMMA                 PHOTOGALLERY
sabato 20.05. alle ore 17,00
presso la chiesa di S. Bernardino, in Vercelli via Duomo,
si terrà un concerto per organo
per sponsorizzare il restauro del quadro.
Restauro del dipinto raffigurante S. Bemardlno in Gloria,collocato sulla parete del fondo del coro dell' Arciconfraternita di S. Bernardino di Vercelli.
S.Bernardino in Gloria -olio su tela -

Oimensioni: dipinto cm 250 x 160 (senza cornice) 

STATO DI CONSERVAZIONE
Il dipinto è in pessimo stato di conservazione; il grave danno di caduta di colore che riguarda una vasta zona della tela è stato causato da una infiltrazione d'acqua proveniente dalla finestra soprastante.
Il colore è molto smagrito e si intravede la preparazione rossa della tela.
La caduta di colore interessa soprattutto parte del volto del Santo, tutta la parte sinistra del mento, il volto dell'angelo reggente la mitria e il giglio e parte della nube sottostante.
La tela è completamente schiodata lungo la curvatura inferiore del telaio
La cornice. intagliata e dorata a foglia. è complessivamente (da ciò che si può constatare a distanza), in buono stato di conservazione; si notano comunque alcuni sollevamenti e cadute di preparazione nella zona inferiore dell'ovale
 
 

 CENNI STORICI SULLA CONFRATERNITA DI S. BERNARDINO
La Confraternita di San Bernardino, che sino al 1514 si chiamava dei Disciplinati .di San Francesco, venne fondata da dodici membri della Compagnia di Sant' Anna in Vercelli ne11489 .
Nel 1511 venne acquistata una casa posta sotto la parrocchia di Santa Maria Maggiore al fine di erigere la chiesa con il titolo di San Bernardino La costruzione dell' oratorio fu ultimata ne11514, cui fecero seguito altri lavori di abbellimento che terminarono verso il 1585. In quell'epoca la chiesa vantava pregevoli opere di artisti vercellesi, tra cui un ciclo di affreschi di Bernardino Lanino di cui restano alcuni frammenti.
Verso la metà del XVIII secolo l'edificio subì ulteriori modifiche. Furono ampliate le cappelle laterali con la messa in opera di due nuovi altari in cui si conservano la tela dell' "Adorazione dei Magi" (1746) del pittore Carlo Giuseppe Pontoia, e il " San Giovanni Decollato" , di Francesco Bosso (1910).

Su quest'ultimo lato vi è una nicchia ove è custodito il gruppo processionale con "Gesù incoronato di spine" (1734), oggetto di culto per tutti i vercellesi.
Quando nel 1741 la Confraternita affidò al capomastro iuseppe Bianchi l'incarico di ricostruirne la parte anteriore ed il presbiterio fu prevista anche la messa in opera di due tribune poste ai lati dell'altare maggiore per ospitare un
organo e il coro.
Le due orchestre laterali furono materialmente commissionate allo scultore Giovanni MaTtino Sezzano che realizzò balconate di linea mossa, formate da tre pannelli separati da lesene con motivi floreali e al centro nubi e teste di cherubini. Nel pannello centrale è scolpito il monogramma di S. Bernardino.
Il coro fu costruito invece nel 1756 in sostituzione di quello cinquecentesco e fu dotato da una serie di 46 cattedre con relativi inginocchiatoi in legno di noce finemente scolpiti da artigiani vercellesi e destinati alle adunanze dei Confratelli che si riunivano, di solito al mattino, per le preghiere e  'ascolto del Divino Ufficio.In occasione di questo ampliamento della chiesa, a decorazione della parte
absidale , fu commissionato un grande quadro ovale raffigurante "San Bernardino sorretto da due angeli nell' atto di ascendere in cielo" , affiancato da due angeli in legno scolpito.

L 'impatto visivo, date le dimensioni dell' opera, è particolarmente coreografico e ciò doveva richiamare l' attenzione dei fedeli verso il Santo titolare della chiesa. Purtroppo i documenti non ci tramandano il nome dell' autore cui venne commissionata l' opera ma, data la buona fattura, si può presumere appartenga ad un pittore di un certo rilievo. Un attento restauro ci potrà restituire il nome di questo artista.
L' Altare maggiore ha la particolarità di avere una doppia mensa, una rivolta verso i fedeli, l'altra rivolta verso il coro. Venne ultimato ne11792, seguendo il disegno fornito da Francesco Maria Giudice.
Con l'occupazione napoleonica del Piemonte, le sorti della Confraternita mutarono: l'amministrazione francese nel 1801 requisì la Chiesa, e l'anno .seguente, con la soppressione degli ordini religiosi, confiscò tutte le sue proprietà.
La stessa sorte subì la vicina Confraternita di San Nicola da Tolentino che,qualche anno dopo, per le pessime condizioni di stabilità della sua chiesa,venne unita a quelIa di San Bernardino con un decreto vescovile del 1805.
Questo provvedimento comportò l' accrescimento del patrimonio del nuovo Ente, che assunse il titolo di Confraternita delIa Misericordia .
Dall'unione, la Misericordia prese nuovo slancio e pur continuando, come nel passato, nelIe sue pratiche religiose, nelI'assegnazione di "doti" a fanciuIle povere, nel portare aiuto agli indigenti e ammalati, intensificò la sua opera di assistenza ai carcerati. Nel 1809, assunse l'appalto per la fornitura della minestra giornaliera ai carcerati, dei capi di vestiario e l'assistenza ai detenuti malati creando l'Opera Pia Carceri. Tra gli altri compiti vi fu quelIo di fornire gli ultimi conforti ai condannati a morte, assistendoli, preparandoli al passo """,., estremo ed accompagnandoli al patibolo.
La prima importante delibera presa dall' Amministrazione delIe due .Confraternite riunite fu quella di dotare la chiesa di un nuovo organo. Per ospitare lo strumento fu necessario aIlestire una cantoria di grandi dimensioni.
Nel 1806 vennero "smontate" le due tribune del Sezzano del 1742 e utilizzate per formare i due corpi laterali della tribuna maggiore. AI centro fu inserito uno splendido pannelIo ligneo scolpito raffigurante "La strage degli innocenti" proveniente dalla Confraternita di S. Nicola.
Venne, poi, deliberato l'acquisto delIo strumento che fu sostituito, già ne11829,con un altro, commissionato alla ditta Amati di Pavia. Le difficoltà di trasporto e la sua sistemazione ritardarono il colIaudo dello strumento che avvenne il 2 aprile 1832.
A distanza di sessant' anni , nel 1892, la chiesa fu dotata di un altro strumento la cui esecuzione fu affidata a Pietro Bernasconi di Varese che ne curò il completo
rifacimento, utilizzando parte delIe canne in legno ed in metalIo delI' organo Amati.
I motivi per compiere un tale sforzo finanziario vanno ricercati nelIa ristretta estensione della pedaliera dell' organo Amati e dalla mancanza di un secondo manuale adatto ai recitativi delIe nuove composizioni musicali.
Il nuovo organo è frutto delle rinnovate idee in ambito liturgico. Già dal 1884 con papa Leone XIII e poi nel 1894 con Pio X furono resi normativi i mutamenti che riguardavano in primis il repertorio: non si dovevano più eseguire brani trascritti da opere o composti sulIo stile, bensì musica che invitasse alla meditazione e al raccoglimento; di conseguenza gli organi dovevano essere costruiti a vantaggio di queste novità.
Nel nuovo organo di S. Bernardino, i Bernasconi si conformarono a queste idee di fondo e lo strumento venne, così ad assumere il suo aspetto definitivo. Sino alla vigilia del secondo conflitto mondiale esso fu continuamente revisionato .dopodiche non si hanno più dati relativi a lavori di manutenzione.
Nel 1908 le condizioni di degrado in cui versava l'edificio erano tali da comportare un possibile interdetto alle celebrazioni liturgiche posto dall'autorità ecclesiastica. La Confraternita affidò la decorazione pittorica della " chiesa al pittore Francesco Bosso che elaborò un progetto in " stile XVII" .
Fu creata una commissione di esperti allo scopo di vagliarlo e i lavori furono portati a termine l' anno successivo. Il Bosso eseguì l'intera decorazione della volta, delle pareti e delle vele del coro con motivi a tromp l' oeil in finte architetture di gusto settecentesco dalle quali si intravede uno sfondato di cielo azzurro con angeli in volo ed elementi floreali.
Fu questo l'ultimo intervento conservativo dell'edificio sacro.
L 'abolizione della pena di morte e la cessazione dell'assistenza ai carcerati, voluta da un Regio Decreto de11902, ridusse l'attività della Compagnia. La chiesa di San Bernardino perse di importanza e iniziò un lungo periodo di decadenza.