Dalla Grande Guerra ad oggi: quegli orrori da ricordare

 

Relazione e service in favore della Fondazione LCIF



Imparare dalla Storia per far sì che certi orrori non si ripetano più. Ha riscosso un grande successo di pubblico e di interesse il service organizzato dal L.C. Vercelli in collaborazione con il L.C. Santhià e l’L.C. Torino Stupinigi alla Caserma Scalise di Vercelli. “La Grande Guerra e la vita nell’esercito oggi”, questo il tema dell’evento realizzato in favore della Fondazione LCIF (oltre 2mila i proventi raccolti) sotto il coordinamento di Serenella Ferrara. «La caserma sta cambiando e noi siamo orgogliosi di aprirci alla cittadinanza con eventi di questo genere - ha dichiarato il comandante, colonnello Maurizio Tafuri - Qui sarete sempre a casa, siamo molto vicini alla vostra attività». Toccante l’intervento del socio Giuseppe Miccolis, colonnello della Riserva già insignito dell’onorificenza di cavaliere al merito della Repubblica: «La Prima Guerra Mondiale per l’Italia ha segnato un’autentica svolta - ha affermato - Per la prima volta, infatti, tutti i soldati si sono sentiti il destino di una Nazione sulle spalle». Impietosi i numeri della Grande Guerra: 650mila soldati caduti, 600mila morti a causa della febbre spagnola; oltre 600mila gli italiani costretti alla prigionia in Austria e Germania, 350mila gli orfani. «Sono stati 5 i milioni di uomini arruolati nell’esercito - ha proseguito Miccolis - Un’enormità se pensiamo che, all’epoca, il Bel Paese contava 37milioni di abitanti. La Guerra ha cambiato la società italiana riservando un nuovo ruolo alle donne e dando una nuova importanza all’attività di propaganda e alla comunicazione». Trincea e assalto alla baionetta: queste le caratteristiche di un conflitto logorante e sanguinoso che mostra i suoi segni ancor oggi sul Carso. Miccolis ha, poi, raccontato agli oltre sessanta presenti in sala le sue esperienze in Afghanistan evidenziando le differenze tra i conflitti del Novecento e quelli di oggi. In seguito, ha preso la parola il capitano della riserva selezionata Carmen Fiorella Rosso, socio del L. C. Torino Stupinigi che ha relazionato sulle maxi emergenze ospedaliere: «Nonostante se ne parli poco le guerre nel mondo stanno continuando - ha rivelato - Sono 38 anni che l’esercito italiano è impiegato in missioni umanitarie all’estero. Noi abbiamo un ospedale da campo unico al mondo che può essere impacchettato e diventare operativo in sole sette ore». Rosso ha poi sottolineato l’eccellenza del Credim di Novara e di quanto le simulazioni delle criticità si stiano rivelando importanti: «Se le calamità si possono prevedere per tempo possono essere gestite al meglio una volta accadute», ha concluso il capitano.

 

Articolo di:

Michela Trada-Vercelli-
Giornalista professionista, consulente di comunicazione, Content marketing specialist
-Addetto Stampa, Vice-Direttore Rivista Interdistrettuale Lions-