I graffiti dell'anima

 

Sicurezza Stradale con Angela Gio Ferrari, giornalista e infermiera presso l’Unità Operativa di Neurochirurgia dell’Ospedale di Brescia.


Buio in sala, ragazze e ragazzi silenziosi, attoniti, un groppo alla gola, gli occhi lucidi: questo lo scenario in cui si è svolto  al Teatro Civico l'incontro sulla sicurezza stradale cui hanno partecipato un centinaio di studenti delle scuole superiori di Vercelli. 

L’evento è stato organizzato dall’Ufficio Scolastico Provinciale in collaborazione con il Comune di Vercelli, l’A.C.I., il Lions Club ed il Kiwanis Club di Vercelli. Animatrice dell’incontro la Dottoressa Angela Gio Ferrari, giornalista e infermiera presso l’Unità Operativa di Neurochirurgia dell’Ospedale di Brescia.

Da anni Angela gira l’Italia per presentare ai neopatentati delle scuole superiori questa conferenza sui generis nella  quale, con video, cartoni animati, foto di incidenti, racconti, aforismi, musica, canzoni e poesie presenta agli studenti, con coinvolgente umanità e doti comunicative,  la drammatica realtà degli incidenti stradali che ogni anno, seppure in misura minore che in passato, causano poco meno di 4.000 vittime, molte in giovane età. 

La conferenza si intitola “I graffiti dell’anima” perché si rifà all’omonimo libro che raccoglie le commoventi scritte lasciate sui muri dei corridoi del suo ospedale da parenti e amici di giovani finiti in coma a seguito di gravi incidenti stradali.

Il libro è dedicato a chi non c’è più, a chi può fermarsi ancora a riflettere sul valore della vita, propria e degli altri, e a chi esce di casa e intende tornarvi. L’intento dell’autrice è quello di prevenire le famigerate “stragidel sabato sera”, spesso dovute all’incoscienza di chi, dopo aver assunto alcoolici o sostanze stupefacenti, si mette alla guida di un veicolo che si trasforma così in un’arma mortale. 

Per un’ora e mezza il racconto, i suoni e le immagini hanno catturato l’attenzione dei ragazzi, ai quali è giunto forte e chiaro il messaggio: indossare il casco, allacciare le cinture di sicurezza (anche sui sedili posteriori!), non usare il telefonino, perché una piccola distrazione alla guida può portare a conseguenze tragiche e irreversibili o a stroncare giovani vite, magari innocenti.  

Al termine sembrava che i ragazzi avessero ricevuto un pugno nello stomaco tale è stata l’impressione ricevuta. L’educazione alla sicurezza stradale si crea proprio negli anni dell’adolescenza  e non può prescindere dall’acquisizione del  senso di responsabilità e dal rispetto di quel bene prezioso che è la vita umana.