Il diamante, simbolo di potere e seduzione

 

Il dott. Pio Visconti racconta la stora del diamante, in un viaggio nella storia e intorno al mondo.


 

Nella seconda riunione del Lions Club cittadino tenutasi al ristorante Vecchia Brenta il 3 ottobre (la prima era stata dedicata alla presentazione del programma) si è parlato di diamanti. La presidente Paola Goffredo aveva invitato un grande esperto dell’affascinante argomento, il Dr. Pio Visconti, gemmologo, responsabile del centro gemmologico di Valenza. I coniugi Visconti sono anch’essi Lions, fondatori del locale L.C. Adamas.

Già nel nono secolo a.C. questa pietra preziosa, simbolo di invincibilità, così dura da non poter essere tagliata (i greci la chiamarono adamas=indomabile) veniva trovata nel greto dei fiumi in India.

Dopo i viaggi di Marco Polo in Cina Venezia divenne il centro del commercio mondiali di diamanti, la cui estrazione si spostò poi in Brasile e in Sud Africa dove, dopo il 1866, in 20 anni si estrassero più diamanti che nei precedenti 2000.

Oggi grandi esportatori sono anche la Russia, l’Australia e Canada.

La pietra si rinviene, oltre che nei fiumi e sulle rive degli oceani, nei giacimenti primari costituiti dai camini kimberlitici, strutture geologiche frutto di eruzioni vulcaniche, che scendono nel terreno restringendosi a forma di carota fino a 2 km. di profondità.

Le miniere di diamanti sono enormi escavazioni a cielo aperto che deturpano il paesaggio e dalle quali si porta in superficie il materiale roccioso che viene poi triturato. Per ottenere un grammo di diamanti si devono lavorare 50 tonnellate di roccia! L’80% dei diamanti ha un utilizzo industriale. In gioielleria la pietra grezza viene tagliata con apposite seghe le cui lame utilizzano polvere di diamante oppure con il laser, col quale si realizzano tagli che possono non seguire i piani cristallografici.

La lavorazione a brillante è il miglior connubio tra la bellezza del prodotto naturale e l’abilità dell’uomo. Il maggior centro mondiale dei diamanti si trova da decenni ad Anversa, dove esistono 4 borse ad essi dedicate. I diamanti possono essere anche colorati e si classificano in base al colore, alla fluorescenza, al peso, alla purezza ed al taglio.

Esistono anche diamanti sintetici, che solo una sofisticata apparecchiatura riesce a distinguere dai naturali.

Il relatore ha poi presentato le immagini di pezzi celebri, alcuni dei quali (come l’Hope o blu di Francia) si sono guadagnati la fama di porta sfortuna. Il diamante più grande del mondo è il Cullinan o Stella d’Africa, di 3.106 carati, trovato nel 1905, che fa parte dei gioielli della corona britannica. Il relatore ha poi mostrato un prestigioso oggetto da lui stesso esaminato: il triregno regalato a papa Pio IX dalla regina di Spagna Isabella nel 1854, una spettacolare tiara alta 35 cm. sulla quale sono incastonati ben 14988 diamanti!

Al termine dell’interessante relazione è stata regalata all’oratore la riproduzione del rosone di S. Andrea e la socia Serenella Ferrara ha raccolto le promesse di acquisto del volume fotografico “Emozioni” prodotto dal distretto con le immagini della Convention Internazionale Lions tenutasi a Milano nel luglio scorso. Il ricavato netto delle vendite sarà devoluto alla LCIF.